Mentre ci accingiamo a entrare nel vivo di una nuova stagione, desideriamo tenervi aggiornati e condividere con voi alcune considerazioni importanti sull’andamento climatico e sugli ultimi sviluppi che hanno segnato i mesi recenti, cruciali per la nostra terra e le nostre vigne.
L’inverno è stato caratterizzato da temperature più alte rispetto alla media storica della zona. Invece le precipitazioni sono risultate inferiori rispetto alla media. Degno di nota è il fatto che non si sono registrate nevicate, fenomeni che in passato sono sempre stati frequenti qui a Novello.
Queste condizioni di relativa stabilità ci hanno consentito di effettuare le operazioni di potatura nel mese di febbraio, procedendo senza intoppi o difficoltà.
Nonostante il clima mite dell’inverno, il germogliamento – soprattutto nelle varietà più tardive – ha avuto un leggero ritardo rispetto all’anno scorso. Tuttavia, le piogge di marzo hanno contribuito a ripristinare le riserve idriche e hanno favorito una successiva accelerazione dello sviluppo vegetativo, riportando la situazione in linea con gli standard degli anni passati.
Anche aprile si è rivelato più caldo della media, seppur accompagnato da piogge abbondanti, con fenomeni a tratti intensi. Questa tendenza è proseguita anche nel mese di maggio, segnato da una generale instabilità climatica. La gestione dei vigneti in queste condizioni non è stata semplice e ha richiesto il massimo impegno da parte del nostro team. Nonostante le difficoltà, il lavoro svolto ha dato finora ottimi risultati, frutto della solida esperienza maturata nel tempo e di un lavoro attento e costante.
Con l’arrivo di giugno si è assistito a un netto aumento delle temperature, con giornate soleggiate e calde, ma comunque accompagnate da una buona escursione termica tra il giorno e la notte.
Questo periodo di stabilità è stato interrotto nella giornata di sabato 21 giugno, quando un temporale accompagnato da grandine ha interessato la zona. Per fortuna, i danni sono stati contenuti e limitati a poche aree, senza gravi conseguenze per i nostri vigneti.
Al momento, fortunatamente, la gestione mirata e tempestiva dei vigneti ci ha permesso di contenere efficacemente la diffusione di malattie come peronospora e oidio, che allo stato attuale non destano particolari preoccupazioni.
Alla luce di queste premesse, è evidente come anche in questa stagione gli effetti del cambiamento climatico siano ben visibili. Una sfida, senza dubbio, ma anche un’opportunità per noi viticoltori che siamo chiamati a interpretare le nuove condizioni e ad adattare le nostre pratiche agricole, per continuare a garantire l’eccellenza e preservare l’identità dei vini che nascono dalla nostra terra.
In questi anni abbiamo imparato a gestire meglio le vigne in condizioni di caldo, siccità o piogge intense. Abbiamo acquisito dati, competenze e consapevolezza. E questo ci ha permesso di ottenere maturazioni fenoliche più complete, che in passato erano più rare.
Il Nebbiolo, vitigno tanto nobile quanto esigente, oggi ci regala tannini più maturi, eleganti, setosi. Ed è proprio nei tannini che si gioca la vera sfida qualitativa: quando sono ben maturi, donano al vino profondità, finezza e nobiltà; quando sono acerbi, rischiano di rendere il vino duro, astringente, poco armonico. In questa nuova fase climatica, il Barolo è diventato più elegante, più accessibile, più trasparente nella sua espressione. In una parola: più leggibile anche per il consumatore contemporaneo.
Immagine di copertina: photo by Clay McLachlan


